Diocesi

La Comunità di Sant’Egidio non lascia indietro nessuno in questo inconsueto Natale. La distribuzione dei pasti serali non conosce tregua e viene arricchita con doni e scatole natalizie. Sono organizzate visite agli anziani della città, anche a coloro che risiedono nelle case di riposo, secondo le disposizioni sanitarie. Al posto del pranzo comunitario del 25 dicembre, i volontari distribuiscono pasti take-away, insieme a molti sorrisi. «Questo Natale è sicuramente diverso ma vogliamo viverlo con gli amici di sempre» commento la coordinatrice Alessandra Coin.

"Vi siamo vicini nella Fede, vi vogliamo bene e con voi oggi vogliamo pregare, cari amici ospiti della Casa di riposo Beggiato": a queste parole, pronunciate dall'arciprete di Conselve don Claudio Zuin all'inizio della messa celebrata nel Duomo e videotrasmessa in diretta all'interno della RSA nel giorno di Santo Stefano, alcuni degli ospiti della struttura non hanno potuto trattenere le lacrime.

Causa Covid-19 non ci sarà la tradizionale Marcia per la pace a gennaio. Ma l’appuntamento è stato trasformato e amplificato. Se non si può marciare insieme, infatti, ciascuno può fare un passo di pace e in questo caso a farlo sono sette le Diocesi del Triveneto che scandiranno un “cammino disarmante” (come è stato chiamato il calendario interdiocesano per la pace 2021) in sei passi.

I frati cappuccini del santuario di San Leopoldo continuano a distribuire borse della spesa per famiglie bisognose ma, causa pandemia, sono stati costretti a chiudere la storica mensa che sperano di riaprire quando le condizioni lo permetteranno. «Più che alla povertà fisica, in questo periodo cerchiamo di andare incontro ala povertà spirituale, ce n'è molto bisogno» commenta di padre Alfredo Feracin.

Proposta di animazione spirituale per giovani in un canale Telegram dedicato. Già dall’inizio dell’Avvento vengono consegnati ogni settimana due spunti: ogni martedì il brano del Vangelo del giorno con un breve commento, ogni venerdì contenuti per approfondire

La celebrazione della Messa di Natale nella notte, quest’anno raggiunge anche tante persone che non hanno potuto partecipare di persona, tramite la televisione, tramite internet. Per me, come per Pasqua, è occasione per farmi presente in tante case dove le chiese domestiche sono radunate nel nome del Signore per celebrare la sua fedeltà: un’immagine e una sede bella per la vita della Chiesa, quella della famiglia.

Dodici appuntamenti in videoconferenza per incontrare gli insegnanti di religione in servizio nelle scuole del territorio diocesano: un modo per scattare una foto in questo periodo di emergenza a partire dall’impatto che il lockdown primaverile e la didattica a distanza hanno avuto sui bambini e sui ragazzi.